Prezzi carburante: l’indagine Altroconsumo analizza i prezzi delle grandi insegne per capire dove si può risparmiare

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La pandemia e il conflitto tra Russia e Ucraina hanno aggravato notevolmente la situazione economica e la politica globale. “In particolare, le conseguenze di questi fenomeni hanno avuto una ricaduta significativa sui prezzi della benzina, del gasolio e del gpl. Il temporaneo taglio sulle accise attuato dal Governo non è stato sufficiente per risolvere questa condizione, infatti, il prezzo del carburante è aumentato dapprima in maniera più contenuta (2% a settimana da gennaio a fine febbraio 2022), dopodiché in modo quasi esponenziale. Solo nella prima settimana di marzo il prezzo alla pompa ha infatti subìto un balzo dell’8,94%. Inoltre, Recentemente, il prezzo della benzina in modalità “self” si è alzato sopra quota 2 euro al litro”- ha dichiarato Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo.

Al fine di rendere il prezzo dei carburanti meno gravoso per le famiglie italiane, come Altroconsumo abbiamo chiesto al Governo di intervenire in maniera strutturale e duratura, agendo direttamente sull’Iva, riducendone l’attuale aliquota del 22% e azzerandola del tutto quanto meno durante i periodi di emergenza, in modo da mettersi al riparo da eventuali eccessivi aumenti futuri”.

Prezzi carburante messi a confronto: qual è il più conveniente?

A fronte di una sistuzione molto difficile per gl iitaliani, è fondamentale per i consumatori saper scegliere accuratamente il distributore più conveniente per fare il pieno. Per questo motivo, Altroconsumo ha monitorato il prezzo del carburante dal 29 marzo 2021 al 12 aprile 2022, confrontando l’andamento delle principali insegne lungo le strade e autostrade italiane.

I dati sono stati reperiti forniti dal sito dell’Osservatorio prezzi e tariffe del Ministero dello Sviluppo economico, che pubblica le informazioni con periodicità giornaliera. L’indagine di Altroconsumo ha coinvolto tutte le insegne di rilevanza nazionale, monitorando nel complesso i prezzi dei carburanti di 14.506 distributori della rete urbana ed extraurbana e di 455 distributori della rete autostradale.

Inoltre, per le 2 reti di vendita e per ogni tipo di carburante, è stato preso in esame il costo in modalità “self” ed è stato calcolato il prezzo medio a settimana per provincia e per insegna.

Prezzi carburante Tamoil: la più conveniente nella distribuzione di benzina nei centri urbani ed extraurbani

Dall’indagine emerge che, per quanto riguarda le grandi insegne presenti nei centri urbani e nella rete extraurbana, i prezzi della benzina rimango pressoché sullo stesso livello. Tamoil è in prima posizione come la compagnia con il prezzo medio più conveniente. Al contrario, Api-Ip e Agip Eni sono quelle più care, ma comunque rientrano in una forbice di prezzo ridotta a solo circa il 2% in più.

Per quanto concerne la rete autostradale, si posizionano al primo posto Tamoil, Q8 e Sarni Oil. A seguire, troviamo Agip Eni, con prezzi medi superiori di circa il 4%.

Insegne gasolio: Agip Eni ha i prezzi carburante medi più elevati (+7%)

Anche per i prezzi del gasolio praticati nella rete urbana ed extraurbana dalle grandi compagnie le differenze non sono elevate: in testa alla classifica troviamo Tamoil, mentre la più cara è Agip Eni (circa +3%). Per la rete autostradale la forbice invece si allarga, l’insegna più conveniente risulta essere Sarni Oil, seguita da Tamoil, Q8 ed Esso. L’insegna più cara è Agip Eni, con i prezzi medi più elevati di circa il 7%.

Se viaggi con pieno GPL hai maggiore possibilità di risparmio

Dall’indagine emerge che le possibilità di risparmio per i consumatori sul gpl sono decisamente più ampie, mentre dal confronto tra i prezzi del gpl praticati dalle grandi insegne nei distributori della rete autostradale, la compagnia più conveniente è Q8, dove il rifornimento costa in media l’11% in meno rispetto alla più cara Api-Ip. Nonostante in autostrada gli impianti di metano da autotrazione siano decisamente meno rispetto agli altri tipi di carburante, Sarni Oil risulta l’insegna meno costosa, mentre ultima in classifica è Esso, dove il pieno costa in media circa il 12% in più.

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